Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Bochesmalas

lunedì 18 dicembre 2017

Anwar Sadat - Ersatz Living


Gli Anwar Sadat sono una band di Louisville (Kentucky, USA) con all'attivo alcuni EP (No Vacation del 2011, Mutilation del 2012 e Obedience del 2014) e un mini-album, Gold, pubblicato nel 2013. Il nuovo album "Ersatz Living", oggetto di questa micro-recensione, è stato pubblicato nel gennaio di quest'anno, ma solo ora sono riuscito a trovare il tempo per buttare giù un paio di righe su questo disco.
Inizio subito (e finisco) col dire che "Ersatz Living" è un album talmente bello ed entusiasmante da rendere obbligatorio l'acquisto, il furto o quello che si preferisce; l'importante è farlo proprio.
La band (Shane Wesley basso e voce, Clay Farris alla chitarra, Buddy Crime alla batteria e Hank Paradis ai synth e sampler) è riuscita a ottenere un'interessantissima miscela di post punk, noise, industrial e varie derive sperimentali. Il risultato di questa fusione è un'inebriante cascata di suoni urticanti e ruvidi quanto piacevoli all'ascolto. Anche se detto così potrebbe sembrare un controsenso che non rende affatto l'idea, una volta premuto il tasto play il viaggio attraverso i confini di queste sonorità offrirà un uragano di buone vibrazioni a tutti, o quasi. A patto che vi piaccia il post punk degli 80's il noise dei 90's, l'elettronica  e tutto ciò che può essere azzardato in uno spartito musicale. "Ersatz Living" riesce a creare un'atmosfera unica in poco meno di mezzora, ma si tratta di una mezzora particolarmente intensa. Assolutamente da non perdere.

Tracklist:

01.Ersatz Living
02.Cauterize
03.Weltschmerz
04.Lower Than Life
05.No Exit
06.Quantum Fighter
07.Gehesenkbeger
08.Ubik
09.Todestriebe

2017 - Broken World Media

Scott Bamforth, la pioggia di pupazzi e la settima perla


Piovono peluches al palazzetto dello sport di Sassari. Neanche il tempo di godersi la vittoria in Turchia, in occasione del game 8 della Basketball Champions League, che arriva anche il successo casalingo in campionato con The Flexx-Pistoia. La settima vittoria consecutiva tra campionato e coppa per una Dinamo-Banco di Sardegna tanto forte da permettersi di giocare in assoluto relax o quasi (collezionando anche una lunga serie di errori e distrazioni, a dire il vero) alternando giocate strepitose ad alcuni black out modello illuminazione natalizia, con i vari protagonisti che si accendevano e spegnevano in sincronia con le luminarie di questo periodo. La stanchezza (o la sincronia con i temi natalizi, fate voi) ha condizionato tutti, o meglio: quasi tutti. Infatti c'è un giocatore immune alla stanchezza, allo stress (o all'intermittenza luminosa) ed è il "solito" monumentale Scott Bamforth: 24 punti, 4 rimbalzi, 6 assist, 5 falli subiti, 5/7 da tre.
Non che tanti altri non siano andati bene, anzi (il bravissimo Pierre ha messo a segno 16 punti, Jones 13, Hatcher 9 con il 100% al tiro, il ritrovato Randolph 11 e Spissu 8 con due triple consecutive a dir poco fondamentali) ma Bamforth ha brillato più delle luminarie nelle vie della città.

In ogni caso la settima vittoria è arrivata abbastanza facilmente e con essa è stata raggiunta anche quota 14 proprio subito dietro alla capolista Brescia, pur in buona compagnia e con qualche squadra che ancora deve giocare. Questa settima vittoria consecutiva, soprattutto perché è arrivata grazie a una partita che di sicuro non verrà ricordata tra le migliori prestazioni della squadra (il divario di soli 7 punti- 88 a 81-non rende affatto la reale differenza tra la Dinamo e The Flexx di ieri sera), fa ben sperare per il futuro. Fa molto ben sperare... 

Tutto era iniziato nel migliore di modi con la torta e le 500 candeline dedicate al grande capitano Jack Devecchi, il "solito" Palaserradimigni esaurito (o quasi: c'erano giusto un paio di posti liberi) e il "solito" encomiabile casino del fenomenale gruppo Commando. Nonostante il freddo e il gelo tipo grotta di Betlemme in piena notte e il resto del pubblico un po' distratto dallo shopping natalizio, il palazzetto si è scaldato subito con la tripla di Bamforth dopo pochi secondi e la pioggia di pupazzi di peluche in occasione del Teddy Bear Toss, per la raccolta di beneficenza da destinare ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici.
Ora non resta che sperare in un proseguo degno delle sette perle appena raccolte nel prezioso scrigno di mr. Pasquini. Mercoledì 20 è già tempo di Champions League in Germania contro Oldenburg e subito dopo aver ingoiato il panettone c'è in programma (il 26 dicembre) la visita a Venezia, campione d'Italia in carica, per il campionato. Due trasferte dure che chiudono un mese intenso e faticosissimo che ha portato la squadra dalla tana della capolista della serie A fino in Siberia. Di certo, c'è da dire che una Dinamo così forte non la si vedeva da un bel pezzo.
Comunque vada Grazie ragazzi.














martedì 12 dicembre 2017

Rumori dal Sottosuolo

































domenica 10 dicembre 2017

Tutti in piedi per questa Dinamo...

Le magie del prode condottiero Pasquini e l’inarrestabile scalata della Dinamo Sassari. Ovvero: cinque perle di fila...e meno male che nessuno ha accettato le dimissioni del suddetto condottiero.


Ebbene si, devo necessariamente ritornare sull’argomento Dinamo-Banco di Sardegna. Come al solito le squadre condotte da coach Pasquini muoiono e risorgono dalle proprie ceneri in un modo che oserei definire incredibile, se non addirittura sconvolgente. Cioè, mi spiego meglio: come ogni stagione c’è un’ottima squadra (quest’anno ancora migliore delle due stagioni precedenti) e una piccola crisi (vedi il mio precedente post: Rok e i suoi fratelli, ovvero: 7 sconfitte per (i)...) con tre-quattro risultati pessimi imprevisti e imprevedibili, che fanno storcere il naso ai più e borbottare alcune frange di tifosi o presunti tali. Poi c’è la solita resurrezione. Spesso sconvolgente ancora più della crisi, ma sempre e comunque entusiasmante. Questa volta ancora di più delle precedenti.
Non che mancassero le attenuanti (per la crisi, intendo) a causa degli innumerevoli infortuni e di qualche inattesa valanga di sfiga. Ma questa volta la rinascita, con tutta la banda (o quasi) finalmente al completo, fa veramente ben sperare per il futuro, anche se ci fosse ancora qualche altro piccolo calo nel corso della stagione. Anche perché manca ancora il ritorno alla miglior condizione di Levi Randolph che non è ancora quello che avevamo ammirato a inizio stagione e manca soprattutto il pieno recupero di Stipcevic. Ma ci sarà tempo per completare il puzzle, per ora non ci resta altro da fare che ammirare le cinque perle gentilmente offerte dalla Dinamo Sassari:

La Dinamo ha ripreso le redini della sua sorte con la partita in casa di Champions contro l’Hapoel Holon (98-84), con uno strepitoso Polonara (18pt) e a seguire le prestazioni monumentali di Bamforth, Planinic, Pierre, Jones e Hatcher, ovvero tutti i gioielli del magico scrigno di mr. Pasquini. Eccetto l’infortunato Stipcevic, assente giustificato.
Poi è arrivato il successo fuori casa contro Varese (61-82) guidati dal solito incontenibile Bamforth (19 pt.), Polonara e Jones.
A quel punto arrivò la sosta per le nazionali con 4 uomini impegnati (Bamforth con il Kossovo, Polonara con l’Italia del mitico Meo Sacchetti, Pierre con il Canada e Planinic con la Croazia) ma la Dinamo ha ripreso dal punto in cui si erano fermati coppa e campionato con una forza sorprendente. 
La terza ciliegina sulla torta è stata la vittoria casalinga contro Brindisi (90-66) con tutta la banda che ha suonato a meraviglia (compreso Spissu) e “tutti in piedi per questa Dinamo.” 
Ci si poteva accontentare di questo, tenendo conto del protrarsi dell’assenza di Rok Stipcevic. Invece no, le imprese più entusiasmanti dovevano ancora arrivare: migliaia di chilometri nel gelo della Siberia (- 10° C.) e tre fusi orari che avrebbero steso chiunque e invece la Dinamo batte l’Enisey Kranosnoyarsk 75 a 65 quasi senza fatica, nonostante il gelo, il jetlag e la stanchezza. Anche qui Jones, Bamforth, Planinic e Hatcher hanno fatto tutto ciò che volevano, ma è stato uno strepitoso Pierre a risaltare su tutti.
Dopo l’odissea del viaggio di ritorno interminabile ci si poteva aspettare una pausa di riflessione, tenendo anche conto che questa sera (sabato, 9 dicembre 2017) andavano ad affrontare la capolista Brescia, per giunta imbattuta da nove giornate. Invece no, i giganti biancoblu riescono ad espugnare anche il fortino della prima della classe (78-79) con una prestazione da incorniciare e i soliti Bamforth, Hatcher e Jones a tirare le fila. Per giunta c’è stato anche il ritorno di Stipcevic sul campo. Che si può volere di più dalla vita? Un Lucano? No, meglio un mirto della casa.

Senza parole…







Giù il cappello al cospetto di questa Dinamo.


Grazie ragazzi.

sabato 9 dicembre 2017

De li morti tui...

È un periodo strano, molto strano. Per la prima volta da quando ho visto la luce non ci sarà, e quindi non vedrò l'Italia ai mondiali. Non so se la colpa è solo di Tavecchio e Ventura e altri "personaggetti- macchiette" italiche, oppure se la causa è da ricercare nell'esistenza stessa del grande fratello vip e di puttanate simili. Qualcuno potrà ribattere (forse anche giustamente) che nella vita ci sono cose ben più importanti. Tuttavia, ultimamente, non è che se ne vedano così tante (intendo, di cose "importanti").
È un periodo nero, più nero delle facce dei disperati importati "via Libia" che chiedono l'elemosina nei pressi dei bancomat e dei supermarket. Più nero delle camicie dei quattro (4) gatti cosiddetti "neo-fascisti" che per ogni insulsa cazzata riescono ad occupare il palinsesto tv a reti unificate e le prime pagine di tutti i quotidiani.
È un periodo di riflessione, per quanto mi riguarda. Sono ancora indeciso se andare a meditare in Tibet per qualche decennio o chiedere asilo politico in un paese dove è legale l'eutanasia. La verità è che, fondamentalmente, non se ne può più di Renzi e i suoi discepoli, di Berlusca, Boldrini e Salvini, Napolitano e Pisapia, del PD e dei fuoriusciti dallo stesso, della TV e della stampa italiana, del papa e dell'Italia tutta. 
Per ora continuo a riflettere. Non si sa mai: potrei avere un futuro come specchio.

Auf wiedersehen
















Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...